
Il riciclaggio...ho sempre sentito in me un istinto a tener con me le spazzature e non voler buttarle per strada o per terra.e quando capitava, perché é capitato, mi veniva un senso di colpa che ammetto durava poco, ma con il passare degli anni mi aumenta.
Con la vicenda dell’immondizia a napoli si è acceso in me qualcosa, una consapevolezza che c’era prima ma era latente, che bisogna agire d’urgenza e iniziare a riciclare seriamente.sveva sagramola ha detto una frase che può sembrare banale, ma ha un significato molto profondo se ci si pensa: il tempo delle discariche é finito. Ed é vero, e rendersene conto mette in luce quanta urgenza c’é nel render l’umanità consapevole di ciò, e quanto sia vitale che tutti cominciamo ad agire per cambiare le cose.c’é un rapporto di greenpeace scaricabile dal loro sito in cui si mettono in luce varie problematiche della situazione attuale e dove vengono proposte ai cittadini e alle istituzioni (locali e non) atteggiamenti e azioni da prendere per iniziare a camminare verso un mondo ecologico e libero da rifiuti.certo é utopistico, ma il bello è che certe piccole azioni non costano fatica (lo dico pure io che sono molto pigro per quanto riguarda queste cose) come ad esempio cercare di abbandonare l’usa e getta (piatti, bicchieri e posate di plastica) oppure preferire l’usa e getta biodegradabile, che esiste, cercare di impegnarsi nella raccolta differenziata più per un automatismo che deve nascere in noi che per la raccolta differenziata di per se (molte volte si dice che non ne vale la pena tanto poi tirano su tutto e mettono tutto assieme in discarica).per le istituzioni bisogna spingere come cittadinanza a optare per la raccolta di rifiuti porta a porta, in cui l’efficienza del riciclo arriva a 70-80% invece del 30% della raccolta differenziata in campana.
Quest’ultimo dato è il più interessante perché dimostra che in realtà coloro che dicono che viene messo tutto insieme hanno in parte ragione in parte no.
Bisogna cominciare veramente a riciclare, anche in vista di utilizzare l’immondizia come fonte energetica alternativa da sostituirsi al petrolio, in qualche modo.molti passi in avanti sono stati fatti nel riciclaggio, ma non sempre vengono resi pubblici, vuoi per disinteresse (si preferisce concentrare l’attenzione sull’assassinio di un’italiano da parte di uno straniero perché suscita scandalo e scalpore per mesi,vende insomma) vuoi volontariamente perché girano molti soldi nel tenere le cose così come sono, e quindi i “padroni” sono contenti così.
Bisogna comunque puntare l’attenzione sulla ricerca e sull’innovazione tecnologica nel settore, perché nell’immondizia si nascondono ricchezze inestimabili in termini energetici e di sviluppo sostenibile per il nostro pianeta.sono ricchezze per ora solo apprezzabili dai “non padroni”, ma che alla lontana potranno divenire apprezzabili anche ai padroni, o almeno a quelli che rinsaviranno (e in questo modo potranno restare padroni, ma solo ai loro occhi).basti pensare che l’efficienza nel produrre qualsiasi cosa é abbastanza bassa, quindi a livello prettamente termodinamico tutta l’energia non estratta dalle “cose” in generale, rimane in esse e viene gettata sotto forma di rifiuti.per questo questi rifiuti hanno un valore, perchè sono potenziali serbatoi termodinamici, che prima o poi potranno essere sfruttati.e questa non è una utopia.utopico é invece la speranza di riuscire a creare un processo entropicamente negativo, ma con l’ottimismo nulla è impossibile.
Bisogna guardare avanti senza rimanere indietro!
