L’innocenza dell’infanzia è per definizione ottimismo.lo é per definizione mia, perché se non fosse ottimista non supererebbe la soglia della pubertà.é ottimista perché quando un bambino cresce e scopre il mondo, è incuriosito di quelle miriadi di informazioni basilari che gli arrivano. Di tutte le cose che impara su persone, ambienti e la natura che lo circonda.come si fa a non essere ottimisti (per riprendere una frase da uno spot, che a sua volta ha probabilmente ripreso da altrove) quando si cresce, quando si vive la cosiddetta innocenza, quando non si conoscono le ragioni e le questioni origine dell’odio tra gli umani?in un certo senso poi l’innocenza si abbandona uno perché é un modo della razza umana per svezzare i piccoli, due perché si é stailito che dobbiamo evolvere l’intelligenza più che la forza fisica e le caratteristiche biologico-anatomiche, quindi é necessario che l’uomo conosca. Indaghi il passato, conosca il presente, e preveda il futuro.questo porta l’infante a confrontarsi con guerre del passato, ragioni di odio e ipotesi di spiegazione di questi odi, che sono, forse, di gran lunga più pericolose dell’odio di per se.questo perchè danno una spiegazione il più delle volte biologica e “di natura” alle ragioni dell’odio.il ché mette l’individuo in condizioni di impotenza e crea in lui una rabbia e un odio per la propria specia che sortisce l’effetto opposto di quello voluto (o forse proprio l’effetto voluto?).
E qui spuntano i bambini “effetto collaterale” ma non poi tanto delle guerre, i bambini sfigurati e mutilati dalle mine, i bambini soldato, i profughi, i mendicanti.in loro resta l’ottimismo, perchè sono bambini.sono innocenti,e la loro forza di continuare, di cercare l’allegria, rendono il tutto una scena ancora più pietosa di quanto non lo sia già.sono bambini che ancora non hanno ricevuto abbastanza informazioni di base del mondo, bambini che ancora non conoscono l’odio ma che l’hanno provato sulla loro pelle, nei loro confronti, da pezzi di metallo inanimi e fredde reazioni chimiche creati da uomini repressi dall’odio, uomini stupidi spinti da interessi falsi, virtuali, costruiti da loro stessi.uomini che dirigono cose false, che vivono circondati da talmente tante cose false da non essere più in grado di distinguere ciò che é vero e reale da ciò che invece é falso e immaginario.cosa c’é di reale nei soldi?d’accordo, un corrispettivo valore in oro o in petrolio...questo all’inizio, ma ora i soldi non valgono più la carta su cui sono stampati, il loro valore é fittizio, é tenuto tale da pochi che lo vogliono perché vogliono continuare a giocare al loro gioco come dei ragazzini viziati che non riescono a capire quando é ora di finirla di mangiare caramelle o di giocare ai videogiochi...vivono sempre di più nel loro paese dei balocchi.ma questa storia non ha morale, quei “padroni” del mondo non possono imparare la lezione, non ci sono reazioni uguali e contrarie nei loro confronti perché questo mondo fittizio che hanno creato é l’esaltazione all’ennesima potenza della loro vizietà: hanno riscritto le regole del gioco cosicché la reazione uguale e contraria non colpisca solo loro, ma sia distribuita su tutta l’umanità, cosicché loro possano continuare a giocare, tanto quando avverrà l’inversione di tendenza saremo tutti nella merda, tutti nello stesso modo.e seppure un dodicimiliardesimo può sembrare poco, lo sarà solo per loro.per tutti gli altri che non hanno fatto niente, vedi i bambini in generale e le future generazioni che dovranno vivere con questa reazione sulle loro spalle, questa reazione sarà un fardello troppo grosso per poterci vivere assieme.
C’é una soluzione: agire. L’unico modo per evitare la reazione, o perlomeno per evitare che sia più grande di quanto sarà, è di unirci in tutti e creare una controreazione che la contrasti.una controreazione che pesi però solo su quei pochi padroni, che in realtà non sono padroni di un cazzo, per citare un film, e che ridia all’umanità la terra vera e reale, che ridia ai bambini la loro infanzia e che crei un futuro alle nuove generazioni.perché se il presente é falso, come fa ad esserci un futuro? Il falso é un vicolo cieco, il vero è un’autostrada ecologica senza pedaggio che va verso il sole in ogni momento della giornata, in cui non si viene accecati dal bagliore ma ci si ringiovanisce sempre più...é una figura allegorico/utopistico/poetica per dire che il futuro é nelle nostre mani, non nelle loro!
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